domenica 1 febbraio 2015

Muore improvvisamente Renato Brancadori

Sposato con una malgascia era papà di un bimbo di 2 anni, eroe a l’Aquila dopo il sisma,  faceva parte della Protezione Civile.


SAN GINESIO - Renato Brancadori aveva 44 anni, faceva l'imbianchino. A stroncarlo forse un infarto mentre si trovava in un casolare in ristrutturazione nel Fermano. A scoprire quello che era successo e a rinvenire il corpo è stato il fratello. Da pochi anni era diventato padre, faceva parte della Protezione civile.

 Renato Brancadori con la divisa da sbandieratore del Comune di San Ginesio
di Gianluca Ginella

Un eroe fra le macerie per aiutare i terremotati del sisma che colpì l’Aquila il 6 aprile del 2009, un papà premuroso di un bimbo di due anni, un volontario della protezione civile pronto a dare sempre una mano al prossimo, uno sbandieratore del palio di San Ginesio. Era Renato Brancadori, che oggi si è spento, stroncato a 44 anni da un malore improvviso, con ogni probabilità un infarto. Quando è successo, questa mattina alle 12,50, il ginesino Brancadori era al lavoro in un casolare in ristrutturazione a Monteleone di Fermo. Da qualche anno faceva l’imbianchino, dopo aver gestito fino a 10 anni fa il bar sotto al teatro di San Ginesio, e in quel casolare un malore lo ha colpito mentre stava lavorando. Un dramma che si è consumato improvviso. Brancadori si è accasciato a terra. Ed è lì che lo ha trovato il fratello Luca che da un po’ cercava di contattarlo al cellulare ma senza ottenere risposta. Così, preoccupato, era andato a vedere cosa fosse successo. Quando è arrivato al casolare ha trovato il fratello e ha chiamato subito il 118. Sul posto, insieme al personale dell’emergenza sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Montegiorgio e il personale del Servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro dell’Area vasta 4 di Fermo. Disperati sono stati i tentativi degli operatori del 118 di rianimare il 44enne. Non c’è stato nulla da fare. Brancadori è morto per via del malore. In seguito è stato portato all’ospedale di Fermo, dove sarà eseguita l’ispezione cadaverica disposta dalla procura. Ma è grande il dolore a San Ginesio. Lì era nato Brancadori, lì lo conoscevano tutti. 

Lì aveva la moglie, una donna del Madagascar che ha conosciuto nel corso di una vacanza e con cui si è sposato e ha avuto un bimbo che oggi ha due anni. Un dramma che ha colpito un uomo che non ha esitato, come volontario della protezione civile di San Ginesio, a correre in soccorso alle persone colpite dal terremoto de L’Aquila. Un gesto che era stato anche premiato dal Comune con un riconoscimento a tutti i volontari che si erano prodigati a prestare soccorso nella città abruzzese. «E’ una tragedia per tutti. Sono cose, queste, che colpiscono un paese intero – ha detto Simone Tardella, assessore a Turismo, Sport e Istruzione del Comune –. Io e lui ci conoscevamo sin da piccoli, ci eravamo visti domenica ad un compleanno con i nostri bambini. Era una persona serena, tranquilla, dedita alla famiglia e al lavoro. L’amministrazione ci tiene a ricordarlo e a manifestare la vicinanza alla sua famiglia».
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