venerdì 19 aprile 2013

«Mollo tutto e vado a vivere in Madagascar»


Una ragazza di Paladina ha realizzato il suo sogno aprendo un centro manta diving nel paese africano

Serena Benaglia, 25 anni di Paladina, ha aperto una scuola di Manta Diving nel Paese africano, dove da un anno vive col fidanzato: “Siamo in un posto bellissimo e viviamo a piedi nudi. Coraggiosi noi? No, il coraggio serve per restare in Italia ora”

“Mollo tutto e vado a vivere lontano dall’Italia”. Una frase che in molti hanno pensato almeno una volta. Un sogno che Serena Benaglia, bergamasca di 25 anni originaria di Paladina, ha realizzato da un anno in Madagascar. Scelta coraggiosa? Non dal suo punto di vista. "Molti mi vedono come una pazza coraggiosa, ma in realtà siete voi i coraggiosi a vivere in un Paese come l’Italia che oggi è privo di valori, senza prospettive di lavoro ed un futuro sempre più cupo". E riprende: "Tutti noi ci meritiamo un posto nel mondo, ma dobbiamo lottare per averlo, senza mai mollare, solo allora tutto può diventare realtà". Proprio tutto, compreso il suo sogno di aprire una scuola di Manta Diving sull’isola di Nosy Be, un paradiso terrestre, insieme al fidanzato Lele. Ma come ogni favola, anche quella di Serena ha avuto mille peripezie e difficoltà.
"Una volta diplomata decisi di lasciare la famiglia e l’Italia per un po’, in cerca di nuove esperienze e di una strada da seguire - racconta - quindi partii per l’Egitto, per lavorare in un piccolo resort a Marsa Alam, praticamente in mezzo al deserto, come operatrice turistica. Una splendida avventura terminata rapidamente che mi riportò però in Italia, ritrovandomi punto e a capo, con gli stessi dilemmi che avevo prima della partenza". Le giornate trascorrevano davanti al computer e al telefono, in attesa di una seconda chiamata, "Ancora una volta in Egitto, ma in direzione El Alamein, sul Mediterraneo". Un momento magico, interrotto però da quella violenta esplosione di un ordigno che costò la vita ad un amico pochi giorni prima del matrimonio, coinvolto in un attentato quasi sotto i suoi occhi. "Ero da sola, pietrificata, non sapevo cosa fare, mi misi a urlare e in pochi minuti la strada era sommersa di persone intorno al corpo a pregare. Pregammo tutta la notte. Quella sera capii molte cosa riguardo la vita".
Momenti di smarrimento, trascorsi sul pontile della città a riflettere, in attesa che il destino le facesse conoscere l’uomo della sua vita: "incontrai Lele, che lavorava al Diving Center del Resort - ricorda -, parlammo per ore e mi raccontò di tutti i suoi viaggi, delle sue avventure ed io sognavo ad occhi aperti e quando iniziò a parlarmi della sua grande passione per il mare e per il sub, mi si aprì un mondo". Dalla morte dell’amico a quell’indimenticabile incontro Serena cominciò a credere nel destino. "Venni trasferita in un altro resort dove, come per magia, incontrai di nuovo Lele, assunto come guida snorkeling. Iniziai subito a prendere i brevetti da subacquea. Abbiamo passato un anno indimenticabile in quella splendida Terra, ma di seguito scoppiò la guerra civile, non c’era più lavoro e gli stipendi non si facevano vedere da un bel po’". Quindi il rientro forzato in Italia, e lunghi giorni trascorsi un po’ a Paladina e un po' a Viterbo, dove viveva Lele.
"Un giorno ricevemmo una chiamata da un suo caro amico per lavorare nel suo Diving In Toscana. Per noi era una grande occasione: Lele avrebbe gestito il lavoro e sarebbe stata una grande crescita per lui, quanto a me, avrei potuto continuare a studiare per diventare istruttrice e finire i miei brevetti". Così passa un altro anno, tra studio, pratica e lavoro. Ma mancava ancora qualcosa. "Eravamo stanchi di gironzolare di qua e di là senza portarci in tasca nulla, la passione che condividevamo era troppo grande per essere sprecata, così iniziammo a parlare di trasferirci in un paese tropicale, su una spiaggia bellissima e vivere piedi nudi per tutta la vita". Un sogno che si avvera, e si materializza come per miracolo a Nosy Be, in Madagascar. "Oggi mi trovo qui, a raccontare la mia storia immersa nel mio giardino di palme e banani, mentre guardo fuori e vedo il mare. Casa mia ha un insegna con scritto “Manta Diving, il nostro sogno si é avverato". Serena e Lele acquistarono un biglietto aereo di sola andata. "Oggi è ormai più di un anno che abitiamo in Africa, non tornerei mai indietro, qui è un altro mondo".
A cura di Bergamonews.it
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