mercoledì 29 maggio 2013

UN VIAGGIO CON… FRANCO ANDREONE


Non siamo qui a reclamizzare i viaggi, ma questo è un viaggio particolare in quanto vede  coinvolto il nostro amico Franco Andreone, biologo ricercatore, che da più di venti anni viene più volte l’anno in Madagascar per scoprire nuove specie di anfibi e cercare di salvaguardarli. 

Philippe Commerçon, biologo e naturalista, accompagnò il viaggio di Louis Antoine de Bouganville intorno al mondo, e chiese di essere lasciato in Madagascar per approfondire gli aspetti naturalistici dell’isola. Vi trovò “ad ogni passo meravigliose forme di vita”, le stesse che ancora oggi possiamo incontrare nei parchi naturali dell’isola: ovunque animali straordinari e una vegetazione primaria che fa pensare ad un “paradiso perduto”.

Il viaggio    
 È un viaggio affascinante che – con l’assistenza scientifica del nostro accompagnatore-biologo - permette di scoprire le bellezze naturalistiche del Madagascar, ma anche le espressioni della cultura dell’isola, abitata da 18 etnie discendenti da genti di origine indonesiana-malese, africana, araba ed europea. Un concentrato di natura, un viaggio tra i panorami e le culture degli altopiani centrali e del Sud, che regala inoltre una breve parentesi balneare ad Ifaty.
L’accompagnatore
Franco Andreone,( www.francoandreone.it ) biologo, è conservatore della Sezione di Zoologia ed editor delle pubblicazioni al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Attualmente è presidente dell’International Society for the Study and Conservation of the Amphibians (ISSCA) e membro del comitato scientifico del WWF Italia. Ha condotto ricerche su anfibi e rettili e pubblicato oltre 250 contributi scientifici e divulgativi. Conosce molto bene il Madagascar, dove da oltre vent’anni svolge regolare attività di ricerca: ha studiato le comunità erpetologiche, descritto oltre 30 nuove specie di anfibi e rettili e ha promosso programmi di salvaguardia ambientale.

Le tappe del viaggio
Il viaggio si distingue dai consueti itinerari in alcune sue parti per scoprire le realtà più autentiche e naturali del Madagascar vivendone tutti gli aspetti. È un itinerario per viaggiatori con un buono spirito di adattamento con riguardo ai trasferimenti – alcuni dei quali su piste – e alle sistemazioni alberghiere molto semplici; in particolare la struttura di Tsinjoarivo è essenziale e spartana. Tutto ciò è parte della realtà locale, ma l’incontro con l’ospitalità del popolo malgascio, la bellezza dei paesaggi e la ricchissima biodiversità spiegata dal nostro esperto ripagano ampiamente tali disagi. Una buona forma fisica è auspicabile per le escursioni a piedi nei parchi, con tratti che possono diventare faticosi in caso di pioggia (Parco Ranomafana) o in presenza di temperature elevate (Parco Isalo). I mezzi di trasporto utilizzati sono veicoli fuoristrada dotati di aria condizionata con autisti parlanti francese.

Giorno per giorno 

GIORNO 1
ITALIA - ANTANANARIVO
Partenza con volo di linea per Antananarivo, via Parigi, con arrivo il giorno successivo.

GIORNO 2
ANTANANARIVO
Al mattino arrivo nella capitale del Madagascar, trasferimento e sistemazione in hotel. Situata sull’altopiano dell’Imerina, ad un’altitudine di 1250 metri, Antananarivo è circondata da dodici colline. Mattinata a disposizione. Nel pomeriggio visita del Parco zoologico di Tsimbazaza, istituito per volere di re Radama I intorno al 1815. Nel 1925 è stato creato il Giardino botanico con numerose specie di flora malgascia. Pensione completa.

GIORNO 3
ANTANANARIVO - TULÉAR
Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per Tuléar, nel Madagascar sud-occidentale, sulla costa protetta dalla barriera occidentale. Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel. Visita della città con il Parco botanico di Arboretum ed il piccolo mercato delle conchiglie. Pensione completa.

GIORNO 4
TULÉAR - IFATY
Percorso di 30 chilometri lungo una pista di sabbia per raggiungere Ifaty, villaggio abitato dai pescatori Vezo. Arrivo e sistemazione in hotel. Tempo a disposizione per relax balneare. Mezza pensione che include la cena.

GIORNO 5
IFATY
Giornata a disposizione per il soggiorno balneare. L’acqua trasparente e i fondali con pesci multicolori invitano a belle nuotate e allo snorkeling. Mezza pensione che include la cena.

GIORNO 6
IFATY - TULÉAR - RANOHIRA
Percorso di rientro a Tuléar e partenza per Ranohira (250 km: 3/4 ore circa di strada asfaltata). Percorreremo il paesaggio tipico del Sud malgascio, vegetazione arida, baobab e foresta spinosa. Nella savana circostante si incontrano le caratteristiche costruzioni funerarie e diverse forme di Alo Alo, le stele in legno scolpito che adornano le sepolture delle genti Sakalava, Mahafaly, Antandroy. Ad Ilakaka sosta per la visita ad uno dei più grandi giacimenti di zaffiri al mondo: scopriremo le tecniche di estrazione in questo territorio assai vasto, perforato da innumerevoli miniere sotterranee, e come queste pietre vengono lavorate. Proseguimento per Ranohira, arrivo e sistemazione in lodge. Nel tardo pomeriggio, accompagnati dai caldi colori del sole che accarezzano dolcemente il paesaggio, partenza per la “Finestra dell’Isalo” per ammirare lo spettacolo del tramonto. Pensione completa.

GIORNO 7
RANOHIRA - ESCURSIONE NEL PARCO NAZIONALE DELL’ISALO
Giornata interamente dedicata alla scoperta del Parco dell’Isalo che offre autentiche rarità botaniche, tanto da essere considerato fra i più belli di tutto il Madagascar. Trasferimento in auto e proseguimento a piedi lungo i sentieri tracciati nella savana di erbe alte o lungo canyon dalle forme bizzarre, percorrendo il circuito Namaza che prevede 5/6 ore di trekking. Nelle spaccature della roccia cresce rigogliosa la foresta decidua abitata da famiglie di lemuri Catta e Sifaka. Possibilità di avvistare il Lemur Fulvus Rufus e osservare il Pachypodium rosolatum, un baobab nano che misura tra i 50 e i 60 centimetri, piante acquatiche Pandanus e palme lussureggianti, oltre ad un’incantevole piscina naturale. Le gole rocciose datano al Giurassico: i profondi canyon, come il Maki ed il canyon dei Topi, formano paesaggi insoliti e di grande suggestione. Il parco - che si estende tra i 500 e i 1200 metri di altitudine - conserva anche numerosi luoghi sacri agli abitanti locali, i Bara, che seppelliscono i loro defunti in piccole grotte nei canyon. Rientro al lodge. Pensione completa con pranzo al sacco.
Le escursioni nel Parco dell’Isalo comportano camminate con alcuni tratti in salita che possono risultare faticosi. La durata dei percorsi varia in relazione alle capacità fisiche di ogni visitatore.

GIORNO 8
RANOHIRA - ESCURSIONE NEL PARCO NAZIONALE DELL’ISALO
Seconda giornata di visite all’interno del Parco dell’Isalo, percorrendo il circuito Malaso, alla scoperta della sua eccezionale biodiversità. Visita al villaggio Andriamanero, abitato dall’etnia Bara, dove assisteremo ad una cerimonia tradizionale. Rientro al lodge. Pensione completa con pranzo al sacco.

GIORNO 9
RANOHIRA - AMBALAVAO - RANOMAFANA
Partenza per Ambalavao, dove si produce la preziosa carta Antemoro, fabbricata secondo un’antica procedura. La carta Antemoro è stata utilizzata per la scrittura dei “Sorabe”, i testi sacri malgasci. Ambalavao è anche conosciuta per il mercato degli zebù che si tiene ogni mercoledì e giovedì mattina. Proseguimento per Ranomafana, arrivo e sistemazione in lodge. Il percorso della giornata è di 410 chilometri (7/8 ore circa di strada asfaltata). Pensione completa.

GIORNO 10
PARCO NAZIONALE RANOMAFANA - AMBOSITRA
Visita del Parco Nazionale di Ranomafana, istituito per proteggere la foresta pluviale d’altitudine. Il nome del parco - che in malgascio significa “acqua calda” - si deve alle sorgenti termali della regione; con una superficie di oltre 41 mila ettari, si sviluppa tra i 600 e i 1400 metri di altitudine. Percorreremo a piedi i sentieri che si snodano nella spettacolare foresta con alberi giganteschi e preziosi come il palissandro e centinaia di specie di orchidee selvagge. Durante l’escursione sarà possibile avvistare alcune varietà di lemuri tipici di quest’area, come il Varecia Varietata, il Sifaka dal Diadema e l’Hapalemur Aureus ed altre specie di fauna endemica. Il parco è abitato dall’etnia dei Tanala, conosciuti per la loro abilità nel produrre il miele e la particolare agricoltura chiamata Tavy. Nel pomeriggio partenza per Ambositra (170 km: 4 ore circa di strada asfaltata), attraverso altopiani e paesaggi di magnifiche risaie terrazzate. Arrivo e sistemazione in hotel. Pensione completa.
Area di foresta pluviale, il Parco Ranomafana è interessato da frequenti precipitazioni che rendono il percorso non sempre agevole.

GIORNO 11
AMBOSITRA - ESCURSIONE AD ANTOETRA
Con un percorso di una cinquantina di chilometri (2/3 ore circa), di cui la metà su pista, raggiungiamo il villaggio di Antoetra. Qui vive l’etnia Zafimaniry, specializzata nell’intaglio del legno. Visita del villaggio con le sue abitazioni tradizionali e nel pomeriggio rientro ad Ambositra. Pensione completa con pranzo al sacco.

GIORNO 12
ANTSIRABE - AMBATOLAMPY - TSINJOARIVO
Partenza per Ambatolampy (190 km: 3/4 ore circa di strada asfaltata), da cui si prosegue per Tsinjoarivo (50 km: 3/4 ore di pista). Situato nella regione di Vakinakaratra, Tsinjoarivo è un luogo di grande bellezza naturale ad un’altitudine di 1675 metri, da cui domina il vasto orizzonte della foresta dell’Est che si estende a perdita d’occhio. Fu scelto quale località di villeggiatura dai sovrani malgasci con la costruzione del Rova - il Palazzo reale - nel 1834, all’epoca della regina Ranavalona I. Saremo ospiti di una tradizionale abitazione malgascia dove ci verrà narrata la storia di Tsinjoarivo in attesa della cena. Pernottamento in rifugio modesto. Pensione completa con cena a base di specialità locali.

GIORNO 13
TSINJOARIVO
Dopo la prima colazione tipica malgascia, partenza per il trekking alla scoperta di splendidi paesaggi. Visita alla riserva privata con la foresta primaria dove si possono osservare lemuri e piante endemiche. Nel pomeriggio rientro a Tsinjoarivo. Pensione completa con pranzo al sacco.

GIORNO 14
TSINJOARIVO - AMBATOLAMPY - ANTANANARIVO
Rientro ad Ambatolampy e sosta per la visita ad un laboratorio artigianale di pentole e marmitte a conduzione famigliare. Percorrendo 70 chilometri di strada asfaltata (un’ora circa), arrivo ad Antananarivo e sistemazione in hotel. Visita dei luoghi e monumenti più significativi della capitale, abitata dall’etnia Merina: il Palazzo della regina Rova (attualmente in fase di restauro), l’Avenue de l’Indépendence (Esplanade di Analakely) con l’antica stazione ferroviaria, i tipici mercati come il grazioso mercato dei fiori di Anosy. Pensione completa.

GIORNO 15
ANTANANARIVO - ITALIA
Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di rientro in Italia, via Parigi, dove l’arrivo è previsto in serata.

Partenze di gruppo
Quote individuali minimo 11 partecipanti  con l'assistenza di accompagnatore dall'Italia:  
 PARTENZE 2013
 In doppia
Supplemento
  singola*
Dal 4 al 18 Settembre
€ 3795,00
€ 490,00
* Sistemazione in camera singola non è possibile a Tsinjoarivo.
Per maggiori informazioni vi preghiamo di consultare il sito www.tucanoviaggi.com

I VOSTRI ALBERGHI
Antananarivo Carlton hotel *****
Tuléar Amazone ****
Ifaty Le Paradisier ***
Ranohira Isalo Rock Lodge
Ranomafana Setam Lodge
Ambositra Artisan ***
In rifugio modesto a Tsinjoarivo composto da 4 camere con letti e materassi poggiati a terra, servizi esterni in condivisione.

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Presidenziali nell'occhio del ciclone Elezioni Madagascar: polemiche sui candidati


Francia e Sudafrica contro tre dei possibili nominati

La Corte Elettorale del Madagascar il 3 maggio 2013 ha convalidato le candidature alla elezioni presidenziali (il primo turno é previsto per il 24 luglio prossimo) dell’ex presidente Didier Ratsiraka (1975 – 1993 e 1997 – 2002), di Lalao Ravalomanana, la sposa del ex presidente Marc Ravalomanana (detto anche il Berlusconi africano, al potere nel periodo 2002 – 2006)  e dell’attuale presidente del governo di transizione  ex DJ e ex sindaco della capitale del Paese, Andry Rajoelina, che ha presentato la sua candidatura nonostante le precedenti promesse di non partecipare alle elezioni. Il trio é considerato all’origine della crisi malgascia che dura dal 2002. Ratsiraka fu rovesciato da un golpe popolare post elettorale da Ravalomanana e costretto all’esilio volontario in Francia. É rientrato in patria l’aprile scorso. Dopo quattro anni di libero mercato e ottimi affari per la famiglia presidenziale a scapito della popolazione, a sua volta Ravalomanana fu rovesciato da Rajoelina con gli stessi metodi che il Berlusconi africano utilizzò nel 2002. Ravalomanana fu costretto all’esilio in Sudafrica per sfuggire ad una pena in contumacia per corruzione e saccheggio delle risorse del paese. Nessuno dei tre illustri candidati avrebbe presentato regolari candidature. Ratsiraka e Lalao Ravalomanana non hanno i requisiti necessari di legge: la residenza comprovata durante i sei mesi precedenti alla sottomissione della candidatura. Rajoelina ha depositato il dossier due giorni dopo la chiusura della candidature, grazie al ritiro del candidato di governo e suo amico Edgard Razafindravahy.

 L’ordine di comparsa dei nomi dei candidati sul bollettino elettorale, che normalmente segue l’ordine cronologico della presentazione della domanda vede Lalao Ravalomanana in seconda posizione mentre Rajoelina sarebbe stato piazzato al  ventinovesimo nonostante sia stato l’ultimo dei 49 candidati ad iscriversi. La credenza comune è che i candidati nelle prime posizioni ottengano più voti rispetto agli altri. Rajoelina ha dichiarato però di non preoccuparsi. «La popolazione conosce le opere attuate durante il governo di transizione quindi basta dire di votare per il numero 29 e la vittoria sarà assicurata». Il segretario generale dell’organizzazione Internazionale della Francofonia, Abdou Diouf, l’11 maggio scorso ha espresso una profonda inquietudine per l’ok dato alle candidature dei tre: «Mi rammarico di questa decisione che mette in causa l’insieme del processo di uscita dalla crisi e mi appello a tutti gli attori a rispettare le procedure elettorali», ha dichiarato Diouf con un comunicato stampa, precisando di appoggiare la domanda della Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Australe (SADC) di ritiro delle candidature irregolari, sottoposta il 10 maggio scorso dalla Troika dell’Organismo, incaricato della sicurezza regionale. Chiare sono le interferenze dell’ex potenza coloniale e della potenza regionale, entrambe desiderose di vedere la candidatura diretta di Marc Ravalomanana, ritenuto un perfetto alleato grazie alla lealtà verso il libero mercato dimostrata durante il suo mandato. Dubbi vengono nutriti sulla capacità di mantenere la stessa lealtà per interposta persona attraverso sua moglie qualora fosse eletta alla presidenza. La candidature di Marc Ravalomanana é resa impossibile per la condanna in contumacia inflittale dalla Corte del Madagascar. Se ritornasse nel Paese sarebbe arrestato e rinchiuso in carcere per scontare la pena. Inutili sono stati i vari tentativi effettuati dal 2012 dal Presidente Jacob Zuma, amico personale di Marc, per costringere il governo malgascio a ritirare la condanna e permettere al ex presidente di partecipare alla vita politica del paese.  Seppur le prove di corruzione e saccheggio delle risorse naturali del paese sono schiaccianti il Sudafrica lo preferisce all’attuale presidente del governo transitorio che non nasconde i suoi sentimenti anti Pretoria che danneggiano gli affari in Madagascar delle multinazionali sudafricane. La posizione comune di Francia e Sudafrica rafforzano le convinzioni continentali di una politica estera condotta dalle due potenze in Africa dettata esclusivamente da meri scopi di egemonia  economica. La Francia dimostra per l’ennesima volta quanto sia attuale la nefasta politica neo-coloniale della FranceAfrique e del Presidente Zuma di voler esportare l'illegalità imperante, che grazie al suo governo vige per difendere gli interessi delle multinazionali sudafricane del settore minerario, ree di fomentare il duro scontro sociale in atto nel Paese.


Le prove fornite dall’inchiesta di un quotidiano sudafricano, ossia che dal 1996 il Paese ospita vari campi di addestramento per terroristi in mano ad Al-Qaeda e agli Hezbollah, compromette seriamente la legalità della richiesta del SADC relativa al ritiro delle candidature considerare irregolari. Le tre candidature accettate assieme ad altre 46, rientrerebbero nelle logiche politiche  malgasce con l’intento di non creare ulteriori tensioni sociali e di rompere i fragili equilibri esistenti.  Le candidature di  Didier Ratsiraka e Lalao Ravalomanana, sembrano facilitare Andry Rajoelina, estremamente più popolare dell'ex presidente, che portò il Paese sull’orlo del fallimento, e della moglie  di Marc, noto per aver svenduto il Paese agli stranieri, soprattutto francesi e sudafricani. Anche in questa occasione é stata confermata la costante comune in tutta la durata della crisi malgascia: l'interferenza palese di potenze straniere. Nonostante ciò il popolo del Madagascar sembra intenzionato a continuare per la sua strada, rivendicando il diritto di scegliere il presidente a lui più congeniale.

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Radio Don Bosco: Dal Madagascar un esempio di giornalismo pulito


Una radio fatta dai malgasci per i malgasci e una voce pulita in un mondo giornalistico corrotto. È Radio Don Bosco, l’emittente creata dai salesiani nel 1996 ad Antananarivo, capitale del Madagascar. Tra le prime emittenti private del Paese, il mezzo di comunicazione principalmente educativo e culturale diventa ben presto un prezioso strumento a servizio della Chiesa attraverso il progetto ReSat. Il programma prevede la creazione di una radio cattolica in ognuna delle 21 diocesi del Paese e la realizzazione di una rete satellitare che permette alle emittenti di comunicare tra loro e di ricevere i programmi prodotti da Radio Don Bosco. Al momento nell’isola le emittenti diocesane sono 16 e ogni redazione è formata negli studi dei salesiani. «Attraverso questa collaborazione – spiega don Claudio Ciolli, superiore della visitatoria salesiana in Madagascar, accogliendo Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia negli studi radiofonici – le stazioni locali ricevono i nostri giornali radio e le nostre trasmissioni, mentre noi abbiamo corrispondenti in tutte le diocesi.

 In seguito al colpo di stato del 2009, quando tutte le altre comunicazioni erano interrotte, noi eravamo l’unico media a ricevere notizie da ogni parte del Paese». In Madagascar i mezzi di comunicazione cattolici sono molto apprezzati anche dai non cristiani per la loro informazione obiettiva e imparziale. Oggi negli studi di Antananarivo lavorano una trentina di persone. I programmi, interamente realizzati in lingua malgascia, hanno un alto valore educativo e affrontano molti temi legati alla salute, ai diritti dei minori, alla dottrina sociale della Chiesa, alla pastorale del lavoro e alla promozione della donna. «Nonostante tutto – aggiunge don Ciolli - cerchiamo di aiutare la gente a mantenere sempre uno sguardo positivo sulla realtà in un momento in cui mancano segni di speranza». I radiogiornali e molte delle trasmissioni sono seguiti da più di tre milioni di persone in tutta l’isola. «Le nostre radio cattoliche - dichiara ad ACS-Italia monsignor Rosario Vella, vescovo di Ambanja, diocesi del Nord malgascio – entrano in tutte le case e le capanne, anche nei villaggi più sperduti. Sono uno strumento importantissimo sia per lo sviluppo della fede che per la promozione dell’educazione. Ascoltarle rappresenta un modo bello, giusto e educativo di passare il tempo libero». Tuttavia in un Paese segnato dalla grave instabilità politica come il Madagascar, essere tra le emittenti più ascoltate ha dei lati negativi.


 

Qualche anno fa’ l’ex presidente Marc Ravalomanana ha costretto la Radio Don Bosco a sospendere una delle sue trasmissioni che affrontava temi di carattere sociale. «Abbiamo dovuto pagare una multa, ma soprattutto abbiamo rischiato di dover chiudere l’intera stazione», racconta don Claudio. Accade poi spesso che i giornalisti ricevano pressioni dal mondo politico. Motivo per cui il direttore padre Luca Treglia, che fa parte della consulta mondiale salesiana per la comunicazione sociale, vaglia con particolare attenzione ogni notizia. «Il giornalismo in Madagascar – spiega don Claudio - attraversa un momento difficilissimo. C’è molta corruzione e non esiste un’informazione imparziale. Ecco perché è importante il nostro lavoro: un esempio di informazione disinteressata, tra i tanti interessi in gioco in questa società» “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2011 ha raccolto oltre 82 milioni di euro nei 17 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato oltre 4.600 progetti in 145 nazioni.

Fonte: http://www.primapaginanews.it

 

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Favini rinnova il proprio impegno per la riforestazione e la tutela dell’ambiente in Madagascar




Favini in coerenza con il proprio impegno per la salvaguardia dell'ambiente, rinnova anche nel 2013 il sostegno a favore del Madagascar, l’isola situata al largo delle coste africane.
Favini sta lavorando per migliorare gli standard qualitativi di vita della comunità di Sahavondronina, attraverso l’insegnamento delle più innovative tecniche di coltivazione che permettono di rispettare l'ecosistema locale e che contestualmente, contribuiscono allo sviluppo di un’industria del turismo ecologico.
Battezzato "Voiala", il progetto è un microcosmo di azioni comunitarie volte a ricreare e proteggere le risorse naturali pesantemente sfruttate. L'obiettivo principale del progetto è quello di realizzare, attraverso l’esperienza del villaggio di Sahavondronina, un modello da seguire per le altre collettività, evidenziando i benefici che si possono ottenere dalla terra e dalle sue risorse adottando semplicemente un comportamento più consapevole e rispettoso.
Gli abitanti di questo villaggio, situato sulla costa orientale del Madagascar, sono attualmente impegnati a proteggere 2.077 ettari di foresta vergine e a rimboscare la loro terra denudata da decenni di sfruttamento.



Per i primi tre anni, il progetto Voiala si è concentrato sulla tutela di 2.077 ettari di foresta vergine da un ulteriore distruzione e sfruttamento, dal bracconaggio, nonché sugli sforzi educativi correlati. Allo stesso tempo, si sono create infrastrutture per agevolare la riforestazione. 
Infatti, tra dicembre e marzo, periodo che coincide con la stagione delle piogge, il progetto ha permesso la semina di oltre 12.500 piantine donate da Favini, coinvolgendo 300 persone e 2 scuole e coprendo una superficie di 6 ettari. La quarta relazione trimestrale è visibile sul sito istituzionale Favini ed evidenzia i punti chiave dei progressi compiuti.
Andrea Nappa, Amministratore Delegato di Favini, dichiara: “Siamo fieri di essere partner di un progetto di così grande importanza sociale, che offre un reale supporto alla popolazione per preservare autonomamente il proprio patrimonio ambientale. Crediamo fortemente nella necessità di proteggere e di preservare le foreste, e questo impegno rappresenta appieno la nostra filosofia e la nostra volontà di salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di un progetto importante, che copre un arco temporale di 7 anni e che noi sosteniamo dal 2009”.
Inoltre, Favini è stata la prima azienda ad attuare processi di produzione certificati Forest Stewardship Council internazionali (FSC), la garanzia che documenta il rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici delle materie prime utilizzate per la fabbricazione di prodotti in legno e carta.
Il portale di Favini include una sezione dedicata al Progetto Voiala (www.favini.com/madagascar/it/), che riporta una descrizione dettagliata del progetto e i relativi aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori.

Favini
Favini, azienda storicamente attiva nel mercato della produzione di carta e leader mondiale nel settore delle carte industriali release, detiene un’importante quota di mercato nell’area delle carte speciali, con prodotti innovativi per il settore moda, lusso e design.
Favini, con le due cartiere di Rossano Veneto (Vicenza) e di Crusinallo (Verbania), ha un fatturato di circa 121 milioni di euro (dato 2012) e conta in totale circa 500 dipendenti.
L’azienda è organizzata in tre divisioni: Carte Grafiche Speciali, Carte Release e Cartotecnica.
Favini è da sempre attenta all’ecologia. Negli anni ‘90 brevetta Shiro Alga Carta, carta ecologica prodotta con le alghe. Nel 2012 presenta Crush, carta innovativa realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agro-alimentari (agrumi, kiwi, mais, caffè, olive, nocciole e mandorle) che sostituiscono fino al 15% di cellulosa.
L’intero processo produttivo di Favini è green: la cellulosa utilizzata proviene da piantagioni controllate e correttamente gestite ed è sbiancata con metodi ECF (Elemental Chlorine Free).
Entrambi gli stabilimenti di Favini sono certificate UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e OHSAS 18001.
Dal 2008 Favini è controllata da Orlando Italy, un fondo di turn-around che ha avviato una nuova fase dello sviluppo dell’azienda.
(
informazione.it - comunicati stampa)
Per maggiori informazioni:
Meridian Communications Srl
Via Cuneo, 3 – 20149 Milano
Tel. +39 02 48519553
Fax +39 02 43319331
Chiara Viti chiara.viti@meridiancommunications.it
Serena Solari serena.solari@meridiancommunications.it
Silvia Ceriotti silvia.ceriotti@meridiancommunications.it
Favini Srl
Via A. De Gasperi 26
36028 
Rossano Veneto (VI) Italy
tel. +39 0424 547711
fax +39 0424 547793
Elena Simioni
elena.simioni@favini.com  Madagascar: riforestazione e tutela dell’ambiente, grazie a Favini DI BARTOLO GALLESI
 
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La Chiesa cattolica in Madagascar tra povertà intollerabile e caos politico e morale

Una terra piena di contraddizioni. Un Paese ricco di risorse minerarie e bellezze naturalistiche, in cui l’80 percento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.  In alcune regioni i malgasci vivono in condizioni miserabili, nonostante il petrolio, l’oro, i diamanti». Monsignor Rosario Vella racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre la realtà del Madagascar e l’opera della locale Chiesa cattolica: «una Chiesa povera per i poveri». Il presule siciliano – primo salesiano alla guida di una diocesi malgascia - vive nell’isola dal 1981 e dal 2007 è vescovo di Ambanja, nel Nord del Paese. Dopo il colpo di stato militare, che il 17 marzo 2009 ha portato l’ex d.j. Andry Rajoelina alla presidenza dell’Alta Autorità di Transizione – governo de facto privo di alcun riconoscimento internazionale - il Madagascar attraversa un momento assai critico.

In questo inizio 2013 le elezioni sono state posticipate più volte e non si esclude la possibilità di un nuovo governo di transizione. I malgasci sono stanchi del protrarsi dell’incertezza, delle ristrettezze economiche e hanno ormai perso ogni speranza. «Viviamo in un caos economico, giuridico, politico, sociale, ma soprattutto morale – spiega monsignor Vella – Mentre le multinazionali stanno depredando l’isola delle sue ricchezze, i tantissimi, troppi, partiti politici guardano unicamente al proprio tornaconto e le persone vengono comprate a basso prezzo». I diritti minimi, come la scuola e l’accesso alle cure sanitarie, non sono garantiti dallo Stato. Solo il 15% della popolazione accede alle cure mediche di base e nei villaggi i bambini muoiono ancora per malattie perfettamente curabili.
«Si può accettare la povertà di una famiglia che vive in una casa di paglia, ma non è tollerabile che non possa curare i propri figli per mancanza di denaro o di un ospedale nelle vicinanze. Perché questa non è povertà, è miseria». Anche nei villaggi più remoti, immersi nella boscaglia, la Chiesa ha costruito scuole e dispensari che accolgono fedeli di ogni religione. Nel Nord del Paese e nelle regioni costiere la percentuale dei cattolici è minima: tra il 2 e il 15%. «Ma le nostre porte sono aperte a tutti», afferma monsignor Vella, ricordando l’opera encomiabile di tanti sacerdoti, religiosi e religiose che percorrono a piedi anche cento chilometri per incontrare comunità molto isolate. La drammaticità del momento sta causando l’abbandono dei tradizionali valori malgasci - famiglia, solidarietà, rispetto della persona - «sostituiti dalla brama di potere e dalla voglia di facile guadagno, dal libertinaggio e dal relativismo esasperato».


L’assenza di punti di riferimento ha conseguenze tragiche sulla formazione dei giovani. «I genitori non riescono più ad educare i figli e gli insegnanti, prostrati dalle avversità, non possono svolgere a pieno il loro dovere. Fortunatamente, e possiamo dirlo a testa alta, la Chiesa cattolica fa tanto, anzi tantissimo in questo campo. Per questi ragazzi le nostre scuole rappresentano l’unica ancora di salvezza». L’educazione è tra le priorità della Chiesa cattolica. «Siamo fortemente preoccupati per il futuro dei giovani malgasci ed è essenziale garantire loro il diritto allo studio e alla formazione». Spesso nei villaggi vi è soltanto la scuola primaria e per proseguire gli studi, ragazzi di soli 11 o 12 anni sono costretti a trasferirsi. Soli, lontani da casa e con pochissimo denaro a disposizione, gli adolescenti sono esposti a numerosi pericoli.
E per proteggerli la diocesi di Ambanja ha creato “villaggi” in cui vivono gli studenti, affidati alle cure di una famiglia, oppure di religiose o sacerdoti. «Da quando abbiamo iniziato, i giovani che continuano a studiare sono nettamente aumentati – spiega il presule – Con una guida accanto è più facile per loro non perdersi o correre il rischio di essere sfruttati. Altrimenti, una volta esauriti i soldi, i ragazzi rischiano di cadere nel giro della criminalità e le ragazze in quello della prostituzione». In Madagascar la prostituzione è un fenomeno diffuso – e in alcune zone lo è anche il turismo sessuale – e spesso sono gli stessi genitori a vendere le figlie adolescenti per necessità economiche.

Fonte:La Perfetta Letizia
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e non all’interesse della nazione” denunciano i Vescovi del Madagascar

Madagascar, un’isola tutta per te


Tramonti infuocati, placide acque turchesi, una terra selvaggia e paesaggi di una bellezza da togliere il fiato. E ancora: una vita semplice, senza costrizioni, dove l’unica preoccupazione è quella di indossare un pareo e di lasciarsi abbracciare dai profumi e dai colori della natura. Un sogno? No, pura realtà. Quella che solo una delle più belle isole del Madagascar è in grado di regalare: Tsarabanjina, “l’isola bella” in malgascio. E’ un vero e proprio paradiso non solo per la sua incredibile bellezza naturalistica ma anche per la sua esclusività. L’isola infatti è l’eden privato in cui sorge il resortConstance Tsarabanjina del gruppo Constance Hotels and Resorts. Un sogno ad occhi aperti che, sotto diverse prospettive e sfumature, può essere vissuto anche negli altri hotel del gruppo come il Constance Lémuria e il Constance Ephélia, alle Seychelles, il Constance Le Prince Maurice e ilConstance Belle Mare Plage, situati sull’isola paradisiaca di Mauritius e  i due hotel immersi nel fascino delleMaldive, il Constance Halaveli e Constance Moofushi.

UN VIAGGIO DAL SAPORE NATURAL CHIC – Al Constance Tsarabanjina il tempo scorre lento, e si vive tutta la magia di un luogo protetto, lontano dal caos e dalla frenesia. Una pace tutta da gustare in una delle 25 raffinate ville, completamente rinnovate nel design e nelle dotazioni, tutte fronte mare. Tre abbaglianti spiagge di sabbia bianchissima (North Beach, South Beach e Bar Beach), incorniciate da una ricca barriera corallina, sono poi a disposizione degli ospiti per rilassarsi, andare alla scoperta dei meravigliosi fondali dell’isola e, con un po’ di fortuna, avvistare le balene che passano indisturbate nelle acque di Tsarabanjina, da marzo a novembre. Inoltre, dal mese di aprile, il resort propone una nuova ed esclusiva formula di soggiorno.

Il suo nome è Crystal All Inclusive e comprende diversi servizi tra cui: una vasta selezione di liquori, birre artigianali e cocktail esotici, una prestigiosa carta dei vini con etichette provenienti da tutto il mondo, tutti i pasti al ristorante dell’isola, famoso per le specialità a base di pesce fresco, un’escursione al tramonto, l’equipaggiamento snorkelling, una cena tipica malgascia accompagnata da danze folcloristiche. Vi state chiedendo quanto possa costare questo eden privato? I pacchetti viaggio vanno dai 2.831 € ai 3.843 € a persona per un soggiorno di 9 giorni/7 notti in South Beach Villa con trattamento di Crystal All Inclusive.
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Canicattì, solidarietà: raccolta fondi per i bimbi del Madagascar


Sono stati devoluti al reparto di Pediatria dell’ospedale di Ambanja in Madagascar, sede della diocesi guidata dal vescovo salesiano canicattinese don Rosario Vella, i proventi della vendita del libro «Una città nel pallone. La storia dell’A. S. Canicattì dalle origini fino alla sua scomparsa». L’autore Giuseppe Leonardi, come aveva annunciato nella manifestazione di presentazione dell’opera, ha provveduto ad effettuare il bonifico dei soldi incassati mantenendo fede all’impegno che aveva assunto.
La somma donata consentirà l’acquisto di importanti attrezzature per il reparto di Pediatria esistente nella diocesi di Ambanja in cui opera da tempo come missionario in Madagascar don Rosario Vella che Papa Giovanni Paolo II ha nominato Vescovo. «Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli sportivi canicattinesi -dichiara Giuseppe Leonardi- che con il proprio contributo hanno reso possibile la realizzazione di questo obiettivo.
Una iniziativa – aggiunge l’autore- che può avere un seguito anche perché nella distribuzione del volume non era stato dato l’adeguato risalto alla finalità umanitaria dell’utilizzo del ricavato. Proprio per questo motivo- conclude l’autore della pubblicazione- quanti non l’avessero ancora fatto, sportivi cittadini club ed amministrazioni locali, potranno acquistare copie del libro essendo adesso a conoscenza che il ricavato consentirà l’acquisto di attrezzature sanitarie e mediche per i bambini che vivono in Madagascar».

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