venerdì 25 gennaio 2013

Da Morombe a Ambatomilo con Donnavventura


Non lontano dall’ospedale ci hanno segnalato l’esistenza di un lodge gestito da persone italiane, il Vallahantsaka Resort. Già la via d’accesso è molto promettente, ci sono statue in tufo che rappresentano gatti un po’ naif lungo il vialetto d’accesso alla casa principale. Interamente realizzato in legno e in materiali naturali il lodge è curato in ogni dettaglio, caldo ed accogliente come le persone che lo hanno ideato e realizzato: Adis e Gianni [...] dopo un occasionale viaggio in Madagascar hanno deciso di fare di quest’isola una seconda casa, realizzando un piccolo resort con una strepitosa vista sul mare.
L’accoglienza è molto calorosa e si respira subito aria di casa. Ci si ferma per pranzo, gustando un delicato carpaccio di tonno e rucola, coltivata con una certa fatica proprio qui ed una specialità malgascia a base di mango acerbo lasciato macerare in olio, aceto e pepe, molto saporito e con la giusta punta di piccante.
Adis e Gianni passano buona parte dell’anno qui in Madagascar, tornando in Italia per le feste natalizie e i successivi due o tre mesi invernali. I loro ospiti sono prevalentemente francesi, giapponesi e naturalmente italiani, magari amici che li raggiungono per passare un po’ di tempo in questo angolo di paradiso.
Certamente non mancano le materie prime, ogni giorno il pesce fresco è assicurato dai pescatori locali, Jennifer assiste alla raccolta delle reti da parte di un gruppo di giovani pescatori locali. Il bottino per oggi è stato magro, forse andrà meglio domani.
Il pranzo è stato molto piacevole e si è concluso con un bel caffè. E’ tempo di rimettersi in marcia perché ci sono ancora parecchi chilometri da percorrere e Gianni ci anticipa che la pista da seguire sarà tutt’altro che semplice.......
Per saperne di più su Gianni e Adis e  Ambatomilo: www.valahantsaka.com
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C’è il petrolio nel futuro del Madagascar?

 Il Madagascar ha iniziato ad estrarre i suoi primi barili di petrolio dal giacimento di Tsimiroro. Si tratta di una prima installazione pilota capace di produrre solo 45 barili di petrolio al giorno attraverso una tecnica di iniezione di vapore nei pozzi. Il petrolio di Tsimiroro è infatti di una qualità definita “pesante” per la cui estrazione si deve far ricorso all’iniezione di vapore nei condotti per ridurre la viscosità del greggio e permetterne il suo deflusso.
L’impianto di Tsimiroro servirà a mettere a punto la tecnica e vedere come il greggio reagisce a contatto con il vapore, tenendo conto della sua viscosità e della presenza di sabbia. Un altro aspetto da prendere in esame è la profittabilità economica dell’impresa. Al momento la capacità di 45 barili al giorno è al di sotto della produzione di 100 barili al giorni per pozzo, stabilito per il progetto sperimentale. Ma nelle prossime settimane inizierà lo sfruttamento di un secondo pozzo che si spera abbia un rendimento maggiore.




Una parte della produzione di petrolio verrà utilizzata per produrre il vapore necessario all’estrazione di ulteriori quantitativi di greggio, il resto verrà sottoposto ad analisi per verificare la possibilità del suo utilizzo per produrre bitume e per alimentare centrali elettriche.
L’azienda incaricata del progetto, con una sede operativa a Houston, in Texas, ed un domicilio legale alle Bermuda, è specializzata nello sfruttamento di giacimenti di greggio pesante, più difficile e costoso da sfruttare rispetto ad altri tipi di petrolio. Il rialzo dei prezzi dei carburanti, l’aumento della domanda e il progressivo esaurimento dei giacimenti di greggio leggero, hanno reso economicamente conveniente lo sfruttamento delle riserve di greggio pesante, caratterizzato da un’alta viscosità e da un alto tenore di zolfo. Questo presuppone anche la costruzione di nuove raffinerie o l’adattamento di quelle esistenti per trattare questo tipo di petrolio. Diventa quindi comprensibile perché i produttori statunitensi guardino con interesse crescente al petrolio estratto nel Golfo di Guinea, in Africa occidentale, e a quello della Libia. Questo greggio, a basso contenuto di zolfo, è compatibile con le raffinerie texane che utilizzano un greggio simile (il West Texas Intermediate o WTI), estratto nel Golfo del Messico, senza dover quindi effettuare costosi investimenti per adattare i propri impianti per trattare il greggio pesante.
Ma la fame di petrolio rende ormai indispensabile lo sfruttamento delle riserve del greggio pesante. La Cina sta investendo 3 miliardi di dollari per costruire impianti di raffinazione di questo tipo di greggio. Il Madagascar spera di diventare un futuro esportatore di petrolio. Per far sì che la futura manna petrolifera sia utilizzata per lo sviluppo della popolazione, le autorità dell’isola hanno preso ad esempio la Norvegia che ha costituito un fondo per le future generazioni finanziato dai proventi della vendita di petrolio del Mar del Nord. (L.M.) (Agenzia Fides)


Cibo in cambio di lavoro: piano per mantenere le foreste e aiutare la popolazione


Uno dei migliori ecosistemi del mondo è quello che comprende le aride foreste del sud del Madagascar. Purtroppo però queste sono sempre più a rischio dato che gli abitanti della regione, siccitosa e aggravata dalla insicurezza alimentare, stanno deforestando l’intera zona. Infatti tagliano gli alberi per dare spazio alla coltivazione e alla produzione di legna da ardere. Per cercare di limitare questo rapido processo di deforestazione e per fare fronte all’insicurezza alimentare cronica, il Programma Alimentare Mondiale (PAM), insieme con il World Wildlife Fund (WWF), sta provvedendo a piantare 1.000 ettari di alberi attraverso un progetto definito “cibo in cambio di lavoro” da cui trarranno beneficio 60 mila persone. Gli abitanti di alcune piccole città hanno accolto favorevolmente questa proposta, consapevoli del fatto che una volta tagliati gli alberi ci sarebbero voluti altri 15 anni per la ricrescita e nessun giovamento per l’ambiente e per la loro sicurezza alimentare.
Secondo le statistiche del PAM, da novembre 2012, 676 mila malgasci sono a rischio. Il progetto lanciato offre 2.4 kg di mais e fagioli in cambio di 5 ore di lavoro di rimboschimento. Tutti quelli che hanno aderito stanno piantando un tipo di albero utile sia per la costruzione che per la produzione di carbone. Nel villaggio di Anjanahasoa, vicino al parco nazionale Andohahela, gli abitanti si sono organizzati per rimboschire la foresta andata distrutta da un incendio. Ogni famiglia pianterà 30 alberelli all’anno. A causa della deforestazione, la regione è diventata più secca e il terreno meno fertile. Anche se sarà difficile arrestare il fenomeno, il progetto del PAM tende a rallentarlo e a proteggere i mezzi di sussistenza da esso minacciati. Prima della crisi politica del 2009 che ha danneggiato l’economia malgascia, molti agricoltori della regione si sono trasferiti in città per cercare lavoro. Purtroppo sono ancora tanti i disoccupati (AP) (Agenzia Fides)
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Da Monclick una raccolta fondi di oltre 35.000 €


Cooperazione Cinese in Madagascar


"il principio del vantaggio reciproco" ........ (qualcuno AVEVA Dubbi?)

Madagascar: Cina - Più di 500 milioni di dollari di scambio nel 2012
Il governo cinese spera che la crisi politica malgascia venga risolta nel più breve tempo possibile per garantire un ambiente favorevole allo sviluppo economico. La Cina rimane uno dei partner chiave per lo sviluppo del Madagascar. Dopo 40 anni di relazioni diplomatiche dei due paesi hanno ora una cooperazione efficace sul fronte economico.
 Inoltre, la Cina è uno dei principali donatori per il Madagascar, con oltre 1,6 miliardi di RMB yuens di sovvenzioni a fondo perduto per progetti di sviluppo socio-economico. Inoltre, il volume degli scambi commerciali tra i due paesi è pari nel 2010 a 500 milioni di dollari. E se la qualità dei prodotti cinesi attualmente inondando il mercato in Madagascar, i prodotti Madagascar non sono lasciati fuori dal mercato cinese, con il beneficio del Madagascar  del 95% delle merci in esenzioni doganali. In ogni caso, ieri, durante la celebrazione del 40 ° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Cina e il Madagascar,l’ Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese SE Sig. Shen Yongxiang ha ricordato che "nel corso di questi 40 anni, le relazioni tra la Cina e il Madagascar hanno conosciuto uno sviluppo sano e stabile. " L'area commerciale sulla salute e sull'istruzione in particolare sono gli aiuti su cui si sono concentrati. L'ambasciatore cinese ha inoltre citato le grandi conquiste della cooperazione cinese, per citare solo i RN2, il Palazzo dello Sport e Cultura, ITC Ivato le ville presidenziali ... In termini di investimenti, di grandi dimensioni le aziende cinesi come Wisco, cemento Maloci di Ambohimanambola operano bene nel paese. Inoltre, tra il 1975 e il 2002, 18 squadre di medici cinesi sono stati inviati dal governo cinese per dare assistenza medica in luoghi remoti . Oltre alle molte borse di studio e di formazione di vario genere accordate da parte della Cina. Il signor Shen Yongxiang ha ricordato inoltre che, dopo l'attuazione del governo di unità nazionale, il governo cinese ha deciso di riprendere i progetti di cooperazione sospesi a causa della crisi politica, per il benessere del popolo malgascio. Infatti un progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica è in corso.
In ogni caso, il diplomatico cinese è convinto che "il principio del vantaggio reciproco, la cooperazione tra la Cina e il Madagascar sono molto promettenti per il futuro". Si noti che il ministro degli Esteri Pierrot Rajaonarivelo che ha preso parte a questa cerimonia,  ha conferito la laurea honoris causa a tre cittadini cinesi, Liangting Zhong, Jiang Jie e Liu Qingde per il  notevole contributo dato per la promozione del commercio tra i due paesi.
Fonte: cooperazioneallosviluppo.esteri.it/
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Madagascar, in pericolo la gestione virtuosa della foresta di Fanalamanga


Disastro umano ed ecologico
I rappresentanti delle comunità che vivono dei prodotti forestali di Fanalamanga, una regione ad est di Antananarivo, la capitale del Madagascar, hanno denunciato lo stato catastrofico in cui versano le foreste di quest'area della Grande Ile, come viene chiamata la maggiore isola africana.
Secondo il quotidiano l'Express de Madagascar, il "regroupement" delle comunità e degli operai forestali di  Fanalamanga si è detto preoccupato «Per la mancanza di un piano di gestione ben strutturato in quest'area»
Il sovrasfruttamento delle foreste, comune a tutto il Madagascar, con abbattimento selvaggio di boscaglia e continui incendi boschivi era già stato denunciato lo scorso anno, ha interessato anche zone di rigenerazione e recupero delle foreste che sono state trascurate dopo i tentativi di rimboschimento e risanamento.
Quello che preoccupa le comunità locali ed i piccoli gestori forestali è l'assalto alla foresta di pini di Fanalamanga, sfruttata per estrarre resina, una materia prima importane per produrre pitture, profumi, chewing-gum e molti altri prodotti di uso comune.
Grazie ad un contratto firmato nel 2006 tra la a Société Malgache de Collecte et de Transformation de la résine (Smtcr) e la società Fanajarian'Ala Ambatondrazaka Moramanga o Fanalamanga la resina è diventata una risorse per almeno 450 famiglie. La Smtcr  è una multinazionale che opera in diversi Paesi, compreso il Brasile, e si interessa solo della resina e non abbatte alberi. Ha concessioni per decine di migliaia di ettari a  Fanalamanga. L'arrivo della Smtcr ha cambiato la vita degli abitanti della regione che hanno cominciato a salvaguardare le foreste invece di abbatterle e bruciarle. Questo è anche un importante presidio contro l'erosione della biodiversità e dei suoli, come scrive l'Express de Madagascar: «Un tesoro verde che assicura sia un'entrata importante per la popolazione, sia una protezione naturale dell'ambiente e uno sviluppo sociale ed economico».
Ma questo equilibrio è ora in pericolo. Gli abbattimenti selvaggi di pini, probabilmente autorizzati nelle concessioni della Smtcr, stanno mettendo in pericolo tutto il progetto e le fonti di sussistenza di centinaia di famiglie. Si tratta di un vero e proprio saccheggio, senza alcun progetto di rimboschimento. Gli abitanti dei villaggi sono scoraggiati: «Le autorità devono fare qualcosa di fronte a questo disastro umano ed ecologico. Come possono lasciar fare un simile crimine?».
Fonte : www.amicinelmondo-onlus.org/
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La scoperta di una nuova specie, la lucertola "Moby Dick" del Madagascar


Una nuova specie di lucertola dal nome  "Moby Dick" per la sua somiglianza con una balena, è stata scoperta in Madagascar da un team internazionale di ricercatori  CNRS ( Centro Nazionale di Ricerca Scientifica) a Montpellier.
Battezzata dai ricercatori Sirenoscincus Moby Dick che alludendo alla balena del famoso romanzo di Herman Melville , questa specie ha una combinazione unica di caratteristiche anatomiche nei vertebrati terrestri, come gli anfibi, rettili, mammiferi e uccelli.
Un "organizzazione morfologica" che ricorda le BALENE

La lucertola "Moby Dick" scoperta nelle foreste secche del nord-ovest del Madagascar ha subito un'evoluzione diametralmente opposta a quella di altre specie di lucertola senza gambe.
In effetti, questo animale ha una pelle depigmentato e gli occhi sono quasi scomparsi, perché inutili vivendo sottoterra. "Moby Dick" ha anche perso le zampe posteriori, ma ha mantenuto gli arti anteriori. Un "piano di organizzazione morfologica" che ricorda i cetacei,
Il lavoro del team di ricercatori francesi, malgascio, americani e tedeschi e stato pubblicato a fine dicembre nel Zoosystema rivista.
Fonte: ilcorrieredellascuola.it/notizie



Fianarantsoa, Ambalavao, Diego Suarez


La città di Fianarantsoa è grande e può essere divisa in tre parti distinte.
Ambalavao (o Anbalavao) è una città del Madagascar centrale, situata a sud di Fianarantsoa,
Antsiranana (nota fino dal 1975 come Diego Suarez e talvolta chiamata "La Perla del Nord")


Fianarantsoa


Una visita alla città alta
La città di Fianarantsoa è grande e può essere divisa in tre parti distinte. La città alta che è anche la parte più antica , la città nuova che è la parte commerciale, e la zona della stazione che si estende lungo la linea ferroviaria verso il nord. Situato tra la città alta e la città nuova (nel quartiere di "Ambatolahikisoa"), si può vedere un menhir che significava ai tempi che la carne di maiale non poteva oltrepassare questo limite.
Quartiere di Ambozontany: Cattedrale costruita nel 1871 ai piedi del Rova, bella vista dalla piazza sul Lago di Anosy.
Quartiere di Anatirova: Questo è il centro storico della cittàdi Fianarantsoa, precedentemente occupato dal Rova chiamato Ivœnava (dove i morti sono nascosti). Panorama di Fianarantsoa e della regione.
Il Kianjasoa: La piazza o il tribunale di Isoa
Ex roccaforte Betsileo occupata per tanti anni per contenere le incursioni Tanala e Merina ... La vetta, a 1374 m, offre una splendida vista sulla città.
Il nome "Kianjasoa" è data dal dizionario geografico della città "un giorno, mentre i bambini giocavano sulla piazza, un piccolo del villaggio di nome Isoa colpi' il figlio di un principe; furioso, il principe rimprovero' il bambino e gli chiese: "Perché hai colpito Isoa visto che questo posto appartiene a lui?" da quel giorno il posto divenne "La piazza o il tribunale di Isoa" ...

Ambalavao


Ambalavao (o Anbalavao) è una città del Madagascar centrale, situata a sud di Fianarantsoa, in una zona semi-desertica nei pressi del massiccio di Andringitra.
La zona è abitata da una popolazione principalmente di etnia Bara.
La città è piuttosto nota e rappresenta una tappa comune a molti itinerari turistici.
Le case sono esempi tipici dell'architettura dei Betsileo.
In città si trova una cartiera che produce la celebre carta antaimoro; introdotta in Madagascar dal popolo Antemoro e un tempo usata come pergamena per la scrittura dei testi sacri malgasci, oggi questa carta viene decorata con fiori e foglie essiccati e utilizzata soprattutto per la realizzazione di souvenir.
Dista 47 km dal Parco nazionale di Andringitra.
Nei pressi di Ambalavao si trova anche la piccola riserva di Anja, dove è facilissimo avvistare i lemuri catta.

Diego Suarez



Antsiranana (nota fino dal 1975 come Diego Suarez e talvolta chiamata "La Perla del Nord") è la più grande città del nord del Madagascar, e capitale della provincia omonima. Il suo porto è il terzo più importante del paese (il nome Antsiranana significa proprio "porto"). È situata all'estremità settentrionale dell'isola, in una baia naturale (la seconda più grande del mondo) chiamata Baia di Antsiranana.
L'esploratore portoghese Diego Suárez approdò nella Baia di Antsiranana nel 1543. Nel 1506 vi giunse un altro portoghese, Hernan Suarez, che vi fondò un insediamento, battezzandolo col nome dell'esploratore che lo aveva preceduto.
Riguarda la zona di Antsiranana anche l'ipotetica nazione di Libertalia, una comunità utopico-anarchica che sarebbe stata fondata alla fine del XVII secolo da un prete italiano di nome Angelo Caraccioli e da un pirata francese di nome Misson fondarono ad Antsiranana la comunità di Libertalia. Libertalia avrebbe anticipato di un secolo e mezzo gli stati europei nell'abolizione della schiavitù, per essere poi distrutta dalle popolazioni malgasce limitrofe. Gli studiosi moderni tendono a mettere in dubbio l'esistenza di questa insolita repubblica, citata in una storia generale dei più noti pirati di Charles Johnson.
Negli anni 1880, i francesi iniziarono a fare pressioni per ottenere il controllo della Baia, allo scopo di costruirvi una stazione di rifornimento di carbone per le navi a vapore. Il 17 settembre del 1885 la regina Ranavalona III concesse ai francesi di prendere la baia e il territorio circostante come protettorato (lo stesso trattato concesse ai francesi anche il controllo di Nosy Be e l'isola di St. Marie). Questa cessione fu di fatto il primo passo verso l'annessione dell'intero Madagascar da parte della Francia.
Nel 1942, quando gli inglesi invasero il Madagascar per prevenire l'occupazione giapponese (in seguito alla caduta della Francia), Antsiranana fu uno dei principali punti d'accesso utilizzati dalle forze britanniche.
A causa della sua posizione e della sua importanza come punto d'ingresso in Madagascar dall'Oceano Indiano, Antsiranana ha una popolazione di origine etnica e culturale estremamente varia. La città conta circa 80.000 abitanti, divisi fra Sakalava, Antakarana, francesi, arabi, cinesi e comoriani. L'architettura della città è coloniale; spiccano in particolare il vecchio mercato coperto e l'Hotel de la Marine. Antsiranana è sede di una Università. L'economia della città ruota in gran parte attorno all'attività di export che avviene attraverso il porto. Di qui merci come caffè, mais, arachidi, bestiame o sale, provenienti dall'entroterra, vengono imbarcate verso varie destinazioni (la Spagna è una delle principali).
Antsiranana ospita anche molti turisti che fanno tappa in città per visitare i parchi naturali circostanti. La presenza di turisti ha dato un nuovo rilievo a un'altra attività tradizionale di Antsiranana, ovvero la produzione di articoli di artigianato fatti con corna di zebù o con i carapaci di tartaruga.
Nella città si trova anche un aeroporto con voli giornalieri verso la capitale Antananarivo e Nosy Be.

Giulia De Maria va in pensione


Quando un anziano va in pensione generalmente si fa una festicciola tra colleghi di lavoro, viene offerto un regalo e poi cala il sipario su una vita dedicata al lavoro. Trattasi di una vita perché normalmente lavorando per 35 anni per raggiungere la tanto agoniata pensione, si comincia a lavorare quando si è ancora giovani e quando si va in pensione si è entrati nella terza età. Oggi intendo inviare un saluto particolare a Giuliana De Maria, funzionario dell'Ambasciata di Pretoria, che con l'inizio del prossimo mese andrà in pensione. Con la dott.ssa De Maria ho avuto per cinque anni di fila rapporti di corrispondenza giornaliera, io dal Madagascar, lei da Pretoria, Sud Africa.
Io improvvisato e inesperto di problemi diplomatici, lei qualificata e altamente competente su tutto quanto riguarda l'ambito diplomatico. È bene chiarire per il lettore distratto che il Madagascar non ha avuto alcuna rappresentanza diplomatica per un lungo periodo. Noi italiani residenti, circa 2000, nel 2005 ci siamo riuniti in associazione e abbiamo sopperito, con tanta buona volontà e poca esperienza, alla mancanza di un consolato, cercando di entrare poco alla volta nei meandri della vita diplomatica. Cosi' per 5 lunghi anni, il sottoscritto e la Dottoressa De Maria, siamo stati in continuo contatto per cercare di aiutare gli italiani del Madagascar nella registrazione delle nascite, nella trascrizione dei matrimoni, nel rilascio dei passaporti, nelle adozioni e anche nei divorzi e nei decessi.
È stato per me un lavoro improbo, che alla fine mi ha appassionato e che ho cercato di portare avanti grazie alla grande disponibilità, all'esperienza e alla competenza di un funzionario come Giuliana De Maria. 
Mi colpì anche la sua grande umanità quella volta in cui la dott.ssa De Maria venne ad Antananarivo in veste di funzionario itinerante. In quelle due giornate è stata svolta una grande mole di lavoro e proprio in quei giorni si presentò una famiglia malgascia con origini italiane, che doveva rinnovare il passaporto. Per il rinnovo bisognava pagare 80 euro a passaporto e questa famiglia anche se composta da quattro persone, di cui entrambi i genitori lavoratori (ma con stipendi malgasci) era materialmente nell'impossibilità di pagare i 320 euro per il rinnovo dei passaporti e quindi intendeva rinunciare al passaporto italiano. Giuliana De Maria dopo aver parlato con questa famiglia si è offerta di rilasciare i passaporti senza alcuna spesa. Ecco in quella occasione ho avuto modo di apprezzare la sua grande umanità.
Oggi Antananarivo ha un Corrispondente Consolare, che non è né un'Ambasciata e nemmeno un Consolato, ma è meglio che niente; gli italiani possono avere un certo tipo di assistenza, anche se limitata, e questo ufficio riesce a sopperire in qualche modo alle diverse necessità.
Grazie Giuliana e buona pensione.
                                                                 Aldo Sunseri
                                                              ex segretario AIM

Si vota con il porcellum anche all’estero


Niente riforma elettorale. La  Commissione Affari Costituzionali del Senato ha ufficialmente gettato la spugna, togliendo la riforma del "Porcellum" – ma anche il ddl sul riordino delle province – dal suo ordine del giorno.

La decisione è stata comunicata ieri pomeriggio all’Aula dal Presidente del Senato Renato Schifani che ha quindi convocato le altre sedute della settimana, in cui la riforma avrebbe dovuto essere esaminata, convocando l’Aula il 17 dicembre per la legge di stabilità.
L’anno prossimo si andrà, dunque, a votare con la vecchia legge, anche all’estero. Su quest’ultimo punto, però, durante l’assemblea plenaria del Cgie, il senatore Pd Claudio Micheloni aveva parlato della possibilità di adottare comunque alcune modifiche per il voto all’estero.
Questo perché, spiegava Micheloni, l’articolo 3 del testo-Malan, quello che parla di voto all’estero, "è stato votato all’unanimità: prevede l’inversione del diritto d’opzione dalla XVIII legislatura; l’istituzione del comitato elettorale in ogni consolato, responsabile con il Console della gestione e della consegna del materiale elettorale, e l’inserimento del certificato elettorale con fotocopia del documento nel plico". In ogni caso, concludeva, "se il testo della riforma elettorale crolla per mancanza di accordi tra i partiti, o al Senato o alla Camera, c’è comunque un’intesa tra le forze politiche al fine di fare uno stralcio dell’articolo 3, per farlo "camminare" indipendentemente dalla legge".
. (aise)

mercoledì 16 gennaio 2013

Il Presidente di Transizione del Madagascar non sarà candidato alle prossime elezioni


Andry Rajoelina con un comunicato televisivo a reti unificate ieri sera ha comunicato al popolo malgascio che non sarà candidato nelle prossime elezioni dell'8 maggio.
Rajoelina aveva assunto la carica di Presidente di transizione del Madagascar nel 2009 dopo le dimissioni di Marc Ravalomanana e per ben quattro anni ha governato il paese con grandi difficoltà economiche in quanto il suo mandato definito dalla maggior parte un colpo di stato, ha privato il Madagascar degli aiuti internazionali. Infatti la sua Presidenza non ha avuto il riconoscimento ufficiale da parte dell'Unione Europea e degli Stati Uniti.
Intanto negli ultimi mesi ha inaugurato delle grandi opere volute da lui tra cui il Coliseum e il campo di Rugby ed è stato ricevuto assieme alla sua famiglia con tutti gli onori in Terra Santa.


Questo comunicato di Andry Rajoelina oltre ad aprire la bagarre di parecchi candidati per la carica Presidenziale, apre uno spiraglio di speranze per il popolo malgascio che continua a soffrire la fame e che spera in un domani migliore.




venerdì 11 gennaio 2013

MAX DA 20 ANNI IN MADAGASCAR!!


Non esisteva ancora il telefono, le strade erano piste in mezzo alla natura. Poche capanne, una banca e un ufficio postale. Quando Massimiliano Felici arrivò a Sainte Marie nel 1993, l’isola era così.
Il suo primo diving center in Madagascar nasce su una perla verde nel blu dell'Oceano indiano. Con la sua prima barca, un gozzo di legno dipinto a mano, comincia ad esplorarne i fondali, scopre i relitti, i banchi al largo delle coste e il reef splendido che le circonda. Ma soprattutto fa il suo primo incontro con le megattere e inizia il whale watching in Madagascar con pochissimi altri operatori. Ora, dopo tutti questi anni, conosce a fondo i cetacei, i loro segreti e il modo migliore per osservarli.
Molto attivo nella partecipazione a missioni scientifiche per la protezione e la conoscenza delle balene, è membro dell'associazione "MEGAPTERA" per la tutela del reef corallino dell'isola di Sainte Marie, nonché dell'attuale parco marino della penisola di Masoala. Ha partecipato alla realizzazione di diversi documentari sui fondali marini del Madagascar, sul whale watching e sulla scoperta di 2 relitti storici: il galeone "Adventure Galley" del pirata William Kidd, e della fregata "Seraphis", la piu' antica nave da guerra americana. 
Ora vive ad Ankazoberavina ed e' impegnato nella gestione dell'omonima isola parco con un progetto di salvaguardia delle tartarughe marine, con il partenariato dell'associazione WCS (Wild Conservation Society) ed e' pronto a farvi scoprire tutti i siti di immersione nella baia di Nosy Be. A farvi incontrare le megattere, lo squalo balena, la balenottera minore, i delfini. E a partire con voi in crociera verso i luoghi incontaminati dell'arcipelago. SIETE BENVENUTI.

Ulysse Explorer
Si tratta di un Fountaine Pajot ANTIGUA di 12 metri omologato per 8 passeggeri più l'equipaggio, a norma di navigazione internazionale: doppia motorizzazione volvo penta 20 cv, gps, VHF, ecoscandaglio, anemometro, radio cd, convertitore 220 volts. Frigo 12 volts e ghiacciaia. Il catamarano ha quattro cabine e due servizi oltre a un ampio carré. E' equipaggiato di tutto l'occorrente per le immersioni subacquee e l'attrezzatura per la pesca alla traina. A bordo abbiamo anche dei kayak. L'Ulysse Explorer naviga per crociere "à la carte" alle isole Mitsio, Radama o nell'arcipelago di Nosy Be (Nosy Komba, Tanikely, Baia dei Russi, Nosy Ankasoberavina, Nosy Iranja). 
Escursioni giornaliere sono invece possibili a Nosy Komba, Nosy Tanikely, Nosy Sakatia, Nosy Ankazoberavina.
Per chi vuole soggiornare a terra, Ankazoberavina, "isola dagli alberi con le grandi foglie" in lingua malgascia, offre 14 ettari di foresta vergine sulla punta nordoccidentale del Madagascar circondati dalle acque calde del canale di Mozambico in un'area dove abbondano squali, tonni e delfini. L'isola, la vicina Antsoha e il faraglione di Ankivonjy, costituiscono una delle zone protette del Madagascar, la cui sorveglianza è stata affidata a Nature Sauvage, società proprietaria dell'unica struttura ecoturistica dell'area. E' composta da otto bungalow, invisibili dal mare, nascosti tra gli alberi di cocco, costruiti con tecniche tradizionali utilizzando materiali naturali. L'acqua arriva da una sorgente sulla costa e la luce elettrica è assicurata da un generatore che esclude le aree vicine alle spiagge per non spaventare le tartarughe marine che vi depongono le uova durante la notte. I pochi ettari di terraferma dell'isola alimentano un ecosistema ricchissimo di specie vegetali e animali: camaleonti, lemuri e tartarughe marine. L'aquila pescatrice del Madagascar, una specie in via d'estinzione, si è stabilita sulle cime degli alberi più alti che raggiungono i 30 metri. La foresta intatta dell'isola è attraversata da un sentiero che collega il piccolo villaggio con le spiagge di ciottoli basaltici dell'estremità sudorientale. Uscite in piroga, a vela o con le barche a motore a disposizione della struttura consentono di visitare le isole vicine e praticare la pesca al bolentino. Le splendide spiagge di Nosy Tanikely e Nosy Iranja non sono lontane. La Baia dei Russi, con i suoi tranquilli villaggi di pescatori, e il Canale delle Mangrovie, dimora di una numerosa comunità di coccodrilli del Madagascar, completano il naturale "affresco" progettato dalla natura per questo luogo. 

AFFITTO CASA A NOSY KOMBA

Per chi preferisce il privilegio di un posto proprio, a Komba affittiamo una splendida casa vista mare per 60 euro al giorno. E' composta da 2 stanze, un grande salone con divano letto, bagno, cucina ed una grande veranda. Si trova sulla spiaggia piu' vicina al villaggio Ampangorina verso Nosy Be.

L' Isola, La Storia
Per alcuni ecologisti ambientalisti fu un‘esperienza indimenticabile approdare sull’ isola di Ankazoberavina, disabitata e con la sua natura completamente intatta e selvaggia.

Un amore a prima vista che li ha portati a interessarsi di questo meraviglioso ecosistema per studiarlo e viverlo . 

Da qui la decisione di fondare la società “Nature Sauvage “ finalizzata a proteggere e salvaguardare Ankazoberavina .
Con questo spirito e passione i soci di Nature Sauvage in prima persona hanno contribuito alla realizzazione di un ecolodge e di una struttura centrale in grado di offrire ai propri amici, parenti e ospiti la possibilità di soggiornare sull’isola e trascorrere una vacanza indimenticabile, fuori dalle tradizionali rotte turistiche, in un piccolo paradiso incontaminato del Madagascar.
Sull' 'isola non ci sono mai stati insediamenti da parte degli abitanti dei villaggi circostanti. Ankazoberavina ospita dei luoghi sacri: una grande roccia nera sulla spiaggia e un albero  all'interno di una piccola area recintata. Ancora oggi ogni anno i rappresentanti del vicino villaggio effettuano presso l'albero sacro una cerimonia religiosa molto caratteristica di commemorazione degli antenati, con canti, offerte di doni, spargimento di rum e ripulitura del terreno intorno all'albero sacro.
La leggenda racconta anche che  su una delle due alture  l'isola custodisce la tomba  di un'antica principessa.
Nel rispetto della natura e delle tradizioni locali l’ospitalità di Ankazoberavina rappresenta un contributo alla sua salvaguardia e protezione e per Nature Sauvage i proventi sono unicamente destinati al suo mantenimento e ad eventuali migliorie tese ad offrire un soggiorno  confortevole e indimenticabile, che sa coniugare innumerevoli opportunità di natura e sport, tranquillità, splendidi panorami, spiagge di una bellezza incredibile, coste ancora intatte e tanto da scoprire insieme al direttore Massimiliano Felici, detto Max.


Max  affascinato dalle bellezze del Madagascar vive in quest’isola da 20 anni con la sua famiglia. Istruttore subacqueo e profondo conoscitore dei fondali marini, ha partecipato alla realizzazione di importanti documentari sul whale watching, è membro dell’associazione “Megaptera“ e  per l’sola di Ankazoberavina e' attualmente impegnato nel progetto di salvaguardia delle tartarughe marine, con il partenariato dell'associazione WCS (Wild Conservation Society)

Il Ristorante si trova su una grande piattaforma che affaccia sul mare; parzialmente coperta da una tettoia, è sovrastata dalla chioma di un gigantesco albero di badannier. Nello scenario  di un mare azzurro e di sorprendenti tramonti la bravura e l’estro del cuoco Paul vi stupiranno con ricette che valorizzano la freschezza e la genuinità dei cibi, oltre al gusto incomparabile di una grigliata con il pesce appena pescato.

E’ possibile trascorrere una giornata sull’isola e pranzare su prenotazione.


ph: Massimiliano Felici 00261320480280 | mail: webmaster@ankazoberavina.it

Attività

L'isola offre la possibilità, attraverso comodi sentieri tracciati nella foresta, di raggiungere diversi punti dell'isola.

Le "spiagge nere" formate da ciottoli levigati di basalto dove, nel mare antistante, i fondali offrono uno spettacolo di flora e fauna sottomarine, con lussureggianti formazioni coralline, anemoni, stelle marine e variopinti pesci tropicali.

La "baia delle tartarughe" dove, nuotando nelle sue acque limpide, si ha la possibilità di farsi trasportare per qualche istante dalle tartarughe marine, che qui nuotano tranquille.

La "terrazza belvedere" dove godere di tramonti mozzafiato e organizzare aperitivi con gli amici.

A disposizione degli ospiti kayak che permettono di fare il giro dell'isola e di addentrarsi con l'alta marea nella baia delle mangrovie e un confortevole angolo per i massaggi.

Durante la bassa marea potrete essere accompagnati ad ammirare Ankazoberavina e a conoscere le sue caratteristiche geologiche; facendo il giro dell'isola a piedi, lungo un sentiero a picco sul mare, potrete godere di panorami straordinari e della bellezza della foresta tropicale.

Per chi ama le immersioni subacquee e lo snorkeling, a disposizione un attrezzato diving.

Un vasto programma di escursioni verrà proposto direttamente e potrà essere concordato con il Direttore.

Lo snorkeling e le Immersioni sono una delle più affascinanti esperienze offerte da Ankazoberavina; anche i meno esperti possono immergersi nelle acque dell’isola grazie all’assistenza di personale qualificato e attrezzature professionali.

Snorkeling: i fondali ricchi di formazioni coralline e pesci tropicali, le acque limpide e dalle temperature gradevoli, da un minimo di 25 di luglio ad un massimo di 32 gradi a dicembre, offrono anche a bassa profondità di gustare uno degli scenari più affascinanti della vita del mare, anche per i meno esperti. La nostra isola è infatti circondata da una natura amica che permette a tutti di gustarne il sapore. Non di rado chi fa snorkeling si aggrappa ad una tartaruga e si lascia trasportare per qualche tratto.

Immersioni: Apprezzata dagli inviati di Modo Sommerso e il Subacqueo, Ankazoberavina  punta sulla professionalità e l’esperienza del direttore Max Felici  per organizzare immersioni che consentono di esplorare le meraviglie dei fondali e l’avvistamento di balene megattere, squali balena  mante e pesce pelagico                
Per Max il suo primo diving center nasce in Madagascar. Con la sua prima barca, un gozzo di legno dipinto a mano, comincia ad esplorarne i fondali, scopre i relitti, i banchi al largo delle coste e il reef splendido che le circonda e dopo tutti questi anni, conosce a fondo i cetacei, i loro segreti e il modo migliore per osservarli  ed e' pronto a farvi scoprire tutti i siti di immersione nella baia di Nosy Be.
Il Direttore in qualità di Istruttore Sub è in grado di organizzare corsi subacquei PADISSI e NASE con rilascio di  brevetti di tutti i livelli.

Per poter godere della bellezza del Madagascar e del piacere di fare bagni, snorkeling e immersioni subacquee, si possono fare escursioni nei dintorni; Ankazoberavina si trova infatti  in un braccio di mare strategico che consente di visitare in giornata la costa e le isole vicine. Le escursioni durano l'intera giornata e comprendono il pranzo a picnic in strutture attrezzate, nelle quali il cuoco Paul vi stupirà con gustose pietanze alla brace.

Antsoha

Antsoha è una piccola isola disabitata a 1 miglio da Ankazoberavina; è completamente coperta da una fitta foresta integrale ed è dotata di una delle più belle spiagge della zona; la spiaggia di Antsoha è infatti una candida spiaggia corallina, che dona al mare uno splendido colore turchese, Vicino ad Antsoha c'è il faraglione di Ankivonjy che si innalza dal mare ad un'altezza di 100 metri e dove nidificano diverse specie di uccelli: aironi, aquile pescatrici, paglia in coda e soprattutto sule. Una leggenda malgascia dice che Ankivonjy è il quinto fratello degli altri 4 Fratelli che sono nell'arcipelago delle Mitsio e che dopo un litigio con gli altri si è spostato a ovest accanto ad Ankazoberavina per fare il guardiano. Il faraglione per i malgasci è un'isola galleggiante. Ovviamente tutto intorno è molto ricco di pesce e Ankivonjy è uno dei luoghi più interessanti per lo snorkelig e per le immersioni subacquee.

 

Nosy Tanikely



Piccolissima isola a circa 1 ora di navigazione da Ankazoberavina, è diventata parco nazionale marino. I fondali protetti già da diverso tempo, offrono uno stupefacente spettacolo di vita multicolore della barriera corallina già a pochi metri dalla spiaggia. L'escursione al parco marino di Tanikely comprende la visita di Nosy Komba ( l'isola dei lemuri ) per l'importanza della presenza di questi mammiferi, di cui il più numeroso è il lemure Makako. Altra caratteristica di quest'isola sono gli stupendi prodotti artigianali, quali ricami, statuette, oggetti vari in legno di palissandro ed  ebano, ceramiche e tessuti, realizzati dagli abitanti dei villaggi.

 

Nosy Iranja

Con circa 40 minuti di navigazione da Ankazoberavina si raggiunge Nosy Iranja e in questo tratto di mare è facile incontrare delfini,  balene e squali balena. Iranja è in realtà costituita da 2 isole, Iranja Kely e Iranja Be, collegate da un ponte di sabbia corallina lungo 800 metri, che emerge in bassa marea e che conferisce al mare colori e trasparenze stupende. Anche a Iranja esiste una spiaggia dove le tartarughe marine vanno a deporre le uova e se si è fortunati, durante la notte si può assistere alla loro schiusa. La passeggiata al faro, troneggiante su Iranja Be, permette di ammirare un fantastico panorama sulla Baia di Nosy Be a nord e sulle isole Radama a sud.

 

Baia dei Russi

Di fronte all'isola di Ankazoberavina, a poca distanza sulla costa, si apre la splendida Baia dei Russi che deve questo nome ad un episodio della guerra russo-giapponese dell'inizio del XX secolo durante il quale una nave russa vi trovò rifugio fino alla fine della guerra. Si entra nella baia da un passaggio profondo e pescoso, dove squali e barracuda cacciano i pesci portati dal riflusso delle maree; la baia si apre a ventaglio, con numerose piccole baie e spiagge e con piccoli villaggi di pescatori. Dirigendosi a destra si arriva a una bella spiaggia rossa, con la possibilità di vedere aironi, martin pescatori e granchi violinisti.

Bemaneviky

Bemaneviky è un fiume sulla costa a sud di Ankazoberavina, che potrete risalire con la marea montante, tra scenari di coccodrilli, aquile pescatrici e foreste di mangrovia, fino allo sperduto villaggio di Bemaneviky Ouest. Al ritorno sosta nella splendida spiaggia di Mahaly, con picnic sotto grandi tamerici.

 

Mamoko



Ad un'ora di navigazione , vicino alla costa del Madagascar, una piccola isola poco frequentata che ospita un villaggio di pescatori e soprattutto offre la possibilità di vedere le tartarughe giganti terrestri e i lemuri makako. Tra le mangrovie si può percorrere in piroga un fiume, passando in una natura lussureggiante e spettacolare, per arrivare al villaggio e ad una suggestiva cascata.

 

Nosy Be: l'isola dei profumi


Nosy Be è l'isola più grande e conosciuta del Madagascar e, grazie al suo fantastico fascino da paradiso, è certamente la meta turistica balneare più richiesta da viaggiatori e turisti. Situata sulla costa nord-occidentale del Madagascar, grazie al suo microclima tropicale, flora e fauna regnano in un ambiente di profumi e aromi inconfondibili, soprattutto attraverso le sue grandi piantagioni di ylang-ylang, dai cui fiori viene estratto per distillazione un olio essenziale, base di molti profumi mondiali. La capitale Hellville è il centro vitale dell'isola, offre angoli di storia antica del popolo Sakalava, nonché costruzioni che risalgono alla colonizzazione francese. Coloratissimo è il suo mercato ( bazar ) che pullula di gente  e di venditori che propongono legumi, spezie e pesci di ogni genere, Le spiagge e gli hotel dell'isola, seppur famosa, non sono certo di tipo caraibico, ma nell'isola regna la serenità del dolce far niente. Per chi ama scoprire la flora e la fauna, la riserva di Lokobe è senza dubbio il luogo ideale, ma altre sono le possibilità di scoprire altre attrattive come l'albero sacro, la cascata sacra, i laghi vulcanici, le distillerie di ylang-ylang e quelle di Dzamandzara, produttrici del famoso rhum Dzama.

 Fonte:madagasikara.it

http://www.isola-africa.com




Cioccolato fondente: la dolcezza del Madagascar


Continuiamo le nostre degustazioni orizzontali di tavolette di cioccolato intorno al 70% di cacao con un occhio a origine e provenienza. Dopo il Chuao (antica varietà di cacao criollo prodotta nell'omonima penisola venezuelana) è la volta del Madagascar. L'assaggio – come sempre alla cieca – ha preso in esame 6 marchi di cioccolato.

Cosa contraddistingue il cioccolato monorigine del Madagascar? Dolcezza prorompente floreale e fruttata di frutti rossi, spiccata acidità che fa salivare e pulisce la bocca, rotondità e persistenza.
Pregi che abbiamo incontrato, pieni e sontuosi nella tavoletta di cioccolato criollo fondente 68% Madagascar di De Bondt (ingredienti: massa di cacao, zucchero, burro di cacao, lecitina di soia, vaniglia naturale). Dentro ci abbiamo trovato il mondo: equilibrio di dolce-amaro-acido-sapido, complessità e profondità aromatica con in evidenza – oltre ai piccoli frutti rossi – la frutta tropicale (mango, papaja), pulizia, eleganza, solubilità, bella evoluzione in bocca. Parte dolce per approdare in secondo step a una bella freschezza acidula e tornare alla dolcezza iniziale.

Tutt'altro prodotto il Sambirano Madagascar dark chocolate fine cacao 70% di Domori (marchio creato da Luca Franzoni, oggi nel gruppo Illy), che secondo lo stile della casa non concede nulla. Gioca per sottrazione: niente vaniglia, burro di cacao e lecitina di soia. Nella tavoletta entrano solo il cacao (partendo direttamente dalla fava e non dalla massa) e lo zucchero di canna, per lasciare spazio al cioccolato nella sua verità e purezza. Il Sambirano Madagascar – come gli altri prodotti Domori – è un cioccolato impegnativo e non facilmente comprensibile: può non piacere. È necessario educare il palato per poterlo apprezzare. Ma per chi supera l'iniziale perplessità è un prodotto di grande personalità che dice tante cose. E direttamente, senza intermediari di aromi ed emulsioni: prorompente complessità, sensazioni primarie cioccolatose unite a note tostate, dolcezza di frutti rossi e di frutta estiva (pesca, albicocca), una piacevole percezione salina che bilancia il gusto, scioglievolezza. E una favolosa evoluzione in bocca: dal sensazionale sprint iniziale dolce-acido, che procede per salti, svolte e slalom, si approda a una pace gustativa e a un finale lunghissimo.

Sorprendente la tavoletta fondente 68% Madagascar di Dolci Libertà, realizzato nel carcere di Busto Arsizio (Varese), premiato come migliore cioccolato artigianale d'Italia all'Eurochocolate 2010. Ingredienti: pasta di cacao, zucchero di canna, burro di cacao, lecitina di soia, estratto di vaniglia. Di solida classicità e coerente con le caratteristiche del cru, riesce a spiazzare per lo sviluppo aromatico: la piacevole sensazione dolce, mielosa e avvolgente, avvertita al primo boccone, è affiancata dalle consuete note acide e fresche di frutti rossi e dalla pennellata calda ed esotica della vaniglia ma in modo morbido e fluido, prendendosi la mano e richiamando i Tropici. E di bella solubilità nonostante la tavoletta sia piuttosto spessa.

Molto interessante anche il cioccolato fondente extra Madagascar 70% Vanini, la linea gourmet dell'azienda Icam realizzata in collaborazione con un il maestro della cioccolateria italiana Luca Mannori di Prato. Ingredienti: cacao, zucchero, burro di cacao, vaniglia. Evocativo al naso, con le note fresche dei frutti rossi che invitano all'assaggio, convince in bocca per il gusto equilibrato, rotondo e piacevolmente “sapido”, le pennellate aromatiche dei piccoli frutti, ricordi floreali e note tostate, il bel movimento in bocca, la consistenza corposa ma solubile.

L'assortimento di Amedei, uno dei più famosi marchi italiani del cioccolato di qualità (partendo dalla fava di cacao), contempla il cru Madagascar fondente extra 70% (pasta di cacao, zucchero di canna, burro di cacao, vaniglia), un cioccolato immediato nonché un classico esempio di questa provenienza: pulizia, note caratteristiche di bacche rosse affiancate da ricordi floreali di fiori bianchi dolci (gelsomino), evoluzione in bocca, acidità e freschezza, ottima solubilità e capacità di far salivare; manca un po' di persistenza.

Anche L'Atelier del Cioccolato Guido Castagna produce (partendo dalla fava di cacao) un monorigine Madagascar, il Lacrì blend 72% (oltre alle fave di cacao: zucchero, burro di cacao, lecitina di soia). Naso cioccolatoso e tostato, appena polveroso, esprime in bocca un sapore un po' scarico, leggermente sbilanciato sull'acido e astringente, con ritorni evidenti delle note tostate, una sensazione lievemente terrosa; texture molto solubile. 
 Fonte .gamberorosso.it
De Bondt | Pisa | tel. 0503 160 073 | www.debondt.it
tavoletta fondente 68% Madagascar criollo
confezione 100 g prezzo 6,80 euro

Domori | None (TO) | tel. 0119 863 465 | www.domori.com
dark chocolate cioccolato extra Sambirano Madagascar 70%
confezione 25 g prezzo 3 euro

Dolci Libertà | Busto Arsizio (VA) | tel. 0331 685 777 | www.dolciliberta.com
tavoletta fondente 68% monorigine Madagascar
confezione 100 g prezzo 4,90 euro

Vanini - Icam | Lecco | tel. 03 412 901 | www.vaninicioccolato.it
cioccolato fondente extra monorigine Madagascar 70%
confezione 75 g prezzo 3,80 euro

Amedei | Pontedera (PI) | tel. 0587 484 849 | www.amedei.com
cioccolato fondente extra 70% cru monorigine Madagascar
confezione 50 g prezzo 5 euro

L'Atelier del Cioccolato Guido Castagna | Giaveno (TO) | tel. 0119 766 618 | www.guidocastagna.it
Lacrì blend 72% Madagascar
confezione 100 g prezzo 8,80 euro
 Fonte: gamberorosso.it/